Area dell'identificazione
Codice identificativo
Forma autorizzata del nome
Forma(e) parallele di nome
Altra(e) forma(e) di nome
Tipo
Museum
Area dei contatti
Tipo
Indirizzo
Indirizzo stradale
Località
Regione
Nome del Paese
Codice di avviamento postale
Telefono
Fax
Nota
Contatto generale: info@museocivicobari.it. Eventi: eventi@museocivicobari.it. Didattica e visite guidate: didattica@museocivicobari.it. Per la consultazione archivistica contattare preventivamente l’istituto.
Area della descrizione
Cronologia
Il Museo trae origine dall’Esposizione Storica del XIX secolo organizzata nel 1913 per il centenario della fondazione del borgo murattiano. Il successo dell’iniziativa portò alla costituzione di un nucleo permanente, ampliato durante la Prima guerra mondiale con l’Esposizione di guerra e inaugurato come Museo Storico il 26 gennaio 1919 nei locali annessi al Teatro Margherita. Con Regio Decreto 4 marzo 1926, n. 842, il Museo fu eretto in Ente Morale e posto sotto l’alta vigilanza del Ministero della Pubblica Istruzione. Le raccolte crebbero attraverso donazioni di enti, studiosi, militari e famiglie. Nel 1943 la requisizione della sede e i trasferimenti d’emergenza provocarono dispersioni e danni. Il Museo riaprì nel 1953 nei locali di Corte Urbano II, presso la Basilica di San Nicola. Nel 1977 le collezioni furono trasferite nell’attuale sede di Strada Sagges 13. Nel 2015 il Museo riaprì con un nuovo allestimento, un percorso multimediale e una gestione affidata a soggetti privati dal Comune di Bari. L’istituto conserva e valorizza la memoria storica di Bari e della Puglia e produce documentazione amministrativa, descrittiva e culturale connessa alle proprie attività.
Contesto culturale e geografico
Il Museo opera nel centro storico di Bari e documenta la storia della città e della Puglia. Nato nel contesto delle celebrazioni per il borgo murattiano e della memoria della Grande Guerra, ha progressivamente assunto una dimensione regionale. Le raccolte illustrano vicende civiche, risorgimentali, militari, sociali, artistiche, fotografiche e bibliografiche dal Rinascimento all’età contemporanea. L’attuale sede è inserita nell’antico nucleo urbano e contribuisce alla vita culturale cittadina attraverso mostre, eventi, attività didattiche e iniziative di ricerca.
Mandato/Fonti autoritative
Regio Decreto 4 marzo 1926, n. 842, di erezione in Ente Morale e alta vigilanza del Ministero della Pubblica Istruzione. Lo Statuto attribuiva al Museo il compito di raccogliere documenti rilevanti per lo studio della storia della regione pugliese. Le fonti del 1973 richiamano inoltre lo Statuto e il regolamento interno. Dal 2015 la gestione dei servizi museali è affidata dal Comune di Bari a soggetti privati; l’assetto giuridico e gestionale vigente deve essere verificato sugli atti amministrativi aggiornati.
Struttura amministrativa
Secondo la relazione del 1973, l’Ente Morale era amministrato da un Consiglio di amministrazione autonomo di sette membri: cinque eletti dal Consiglio comunale di Bari, un rappresentante dell’Amministrazione provinciale e uno del Ministero della Pubblica Istruzione. Il Consiglio eleggeva presidente e vicepresidente e curava bilanci, amministrazione, incremento patrimoniale, personale, regolamenti e attività dell’istituto. Dal 2015 il Comune di Bari ha affidato a soggetti privati la gestione e la valorizzazione del Museo. L’organigramma e la ripartizione delle responsabilità attuali non risultano integralmente descritti nelle fonti consultate.
Politiche di gestione documentale e di acquisizione
Storicamente il Museo ha accresciuto il patrimonio soprattutto mediante donazioni, depositi e raccolte promosse da enti, studiosi, militari e famiglie private. Le acquisizioni erano orientate alla documentazione della storia di Bari e della Puglia. L’istituto svolge attività di conservazione, ordinamento, descrizione, studio, esposizione e valorizzazione. La documentazione allegata segnala la necessità di proseguire il riordinamento metodico, aggiornare gli strumenti di consultazione e tutelare le raccolte. Criteri, procedure e responsabilità attualmente applicati alle nuove acquisizioni devono essere verificati nei regolamenti e negli atti di gestione vigenti.
Edifici
La prima esposizione del 1913 fu allestita nell’edificio scolastico Giuseppe Garibaldi. Dal 1919 il Museo ebbe sede in locali annessi al Teatro Margherita. Nel 1943 il patrimonio fu trasferito nei sotterranei del Castello Normanno-Svevo e successivamente in locali di fortuna. Nel 1953 il Museo riaprì a Corte Urbano II, presso la Basilica di San Nicola. Dal 1977 ha sede in Strada Sagges 13, in un complesso fortificato di origine medievale collegato all’Arco Petroni, con un nucleo a torre articolato su tre piani e aggiunte edilizie settecentesche.
Patrimoni
Il patrimonio comprende archivi familiari e personali, fondi fotografici, biblioteche, emeroteche, documentazione sulla Grande Guerra, raccolte risorgimentali, militari e sanitarie, armi, cimeli, dipinti, stampe e materiali eterogenei. Fra i nuclei ricordati nelle fonti figurano l’Archivio-Biblioteca Tanzi, il Fondo fotografico Liborio Antonelli Matteucci con negativi su vetro, la Biblioteca di guerra De Grecis, le raccolte De Bernardis e Bonomo, le biblioteche De Ninno e Positano, la collezione di caricature di Frate Menotti, le matrici delle carte da gioco Murari e la Sala degli Eroi. La Biblioteca del Museo conserva raccolte sulla Grande Guerra, un’emeroteca e ulteriori fondi librari derivati da donazioni e depositi.
Strumenti di ricerca, guide e pubblicazioni
Inventari, elenchi e strumenti descrittivi relativi ai fondi archivistici e alle raccolte. Nel presente portale sono consultabili la scheda ISAD(G) del Fondo della famiglia Tanzi e la scheda ISAAR(CPF) della famiglia Tanzi. Il catalogo bibliografico è consultabile tramite la Rete delle Biblioteche di Bari e il Catalogo di Polo. Le fonti storiche comprendono inoltre la “Relazione sulle origini, attività e programma del Museo Storico di Bari” dell’ottobre 1973 e articoli della stampa locale pubblicati tra il 1919 e il 1973.
Area delle informazioni relative alle condizioni d'accesso
Orari di apertura
Lunedì–venerdì 9:30–18:30, ultimo ingresso 18:00. Sabato e domenica 9:30–13:30, ultimo ingresso 13:00. Orari verificati sulle pagine istituzionali il 01/10/2026; controllare eventuali variazioni temporanee prima della visita.
Condizioni e requisiti per l'accesso
Accesso al percorso museale nei giorni e negli orari di apertura, con biglietto secondo le tariffe vigenti. Visite guidate e attività didattiche su prenotazione. Per la consultazione dei fondi archivistici è richiesta preventiva autorizzazione e prenotazione presso l’istituto. La Biblioteca del Museo risulta non ancora aperta ordinariamente al pubblico in attesa del completamento della catalogazione dei fondi librari.
Accessibilità
Le fonti istituzionali consultate non forniscono una descrizione completa dell’accessibilità fisica, sensoriale e dei servizi dedicati. Verificare preventivamente con il Museo la presenza di barriere architettoniche, ascensori e ausili per specifiche esigenze.
Area dei servizi
Servizi di ricerca
Informazioni e orientamento sulle raccolte; consultazione archivistica su autorizzazione e appuntamento; accesso agli inventari e agli strumenti descrittivi disponibili; percorso museale multimediale; visite guidate, laboratori didattici, mostre, seminari ed eventi culturali. Per i fondi bibliografici sono disponibili il catalogo della Rete delle Biblioteche di Bari e il Catalogo di Polo.
Servizi di riproduzione
Riproduzioni e consultazione digitale secondo autorizzazione, condizioni conservative e disposizioni dell’istituto. La Biblioteca del Museo dispone di una stanza-laboratorio dotata di computer e attrezzatura tecnologica per riproduzione e consultazione digitale. Tariffe, limiti e modalità operative devono essere concordati preventivamente con il Museo.
Aree pubbliche
Sale espositive e spazi per mostre ed eventi. La Biblioteca del Museo, situata al secondo piano, comprende una sala di consultazione e laboratorio con capienza indicata fino a 20 persone e una stanza-laboratorio per riproduzione e consultazione digitale. La sala di consultazione è utilizzata occasionalmente per laboratori e seminari; l’apertura ordinaria della biblioteca è subordinata al completamento della catalogazione.
Area del controllo
Codice identificativo della descrizione
Codice identificativo dell'istitituto conservatore
Norme e convenzioni utilizzate
ISDIAH, International Standard for Describing Institutions with Archival Holdings, prima edizione, 2008. Forma del nome coordinata con ISAAR(CPF), seconda edizione, 2004.
Stato
Livello di completezza
Date di creazione, revisione, cancellazione
Creazione e revisione: 01/10/2026
Lingue
italiano
Scritture
latino
Fonti
STORIA_dell_ente(3).docx, elaborata sulla base della Relazione sulle origini, attività e programma del Museo Storico di Bari, ottobre 1973, e della stampa locale 1919–1973. Regio Decreto 4 marzo 1926, n. 842. Museo Civico di Bari, sito istituzionale: https://www.museocivicobari.it/ . Comune di Bari, scheda Museo Civico: https://www.comune.bari.it/-/museo-civico-3 . Rete delle Biblioteche di Bari, Biblioteca Museo Civico: https://biblioteche.comune.bari.it/SebinaOpac/library/Biblioteca%20Museo%20Civico/PUG83 . Fonti web verificate il 01/10/2026.
Note di manutenzione
Altri identificativi: codice SBN PUG83 (Biblioteca del Museo Civico, Rete delle Biblioteche di Bari). Livello di completezza: Parziale: restano da verificare l’assetto amministrativo vigente, le politiche formalizzate di acquisizione, l’accessibilità e le condizioni specifiche dei servizi archivistici. Note sulla compilazione: Descrizione compilata sulla base della storia dell’istituto fornita dall’archivista e delle pagine istituzionali. I dati storici relativi al Consiglio di amministrazione descrivono la situazione attestata nel 1973 e non devono essere interpretati come organigramma attuale. I dati relativi a orari, contatti e servizi sono soggetti a variazione. L’accessibilità e le condizioni puntuali di consultazione e riproduzione devono essere confermate direttamente dal Museo. Compilazione e revisione archivistica: Consorzio Idria.